Descrizione del percorso
Collegamento storico intervallivo pedonale tra l’Alta Valle Cervo (Piemonte) e la Valle di Gressoney (Valle d’Aosta) utilizzato fin dal 1400.
Da Biella si risale la Valle Cervo fino a Rosazza dove si svolta a sinistra subito dopo il ponte sul torrente Pragnetta, imboccando via Federico Rosazza. In fondo alla via si trova un ampio parcheggio da cui si imbocca il sentiero E30, caratteristica mulattiera fiancheggiata da incisioni rupestri. Dopo un km circa, si raggiunge il bivio con il sentiero E32 che conduce alle baite di Desate e restando sul sentiero E30 si attraversa l'Alpe Borrione fino ad incrociare il sentiero E34. Si ignora il bivio che porta alla Cappella di San Giovannino e si prosegue invece sulla destra. Il sentiero da qui si fa più ripido. Oltrepassando un punto dove una corda fissa aiuta a superare un salto in roccia, si arriva all'ultimo tratto del percorso che, dopo gli edifici dell'Alpe Gragliasca inferiore e superiore, giunge al panoramico Colle della Gragliasca.
Punti di interesse
Originariamente era un semplice sentiero utilizzato prevalentemente dalle donne valligiane che lo percorrevano con pesanti gerle sulle spalle. A fine Ottocento il percorso venne trasformato in mulattiera dal filantropo rosazzese Federico Rosazza Pistolet. I lavori iniziarono il 26 luglio 1886 sotto la direzione di Battista Rosazza Bertina e con una squadra di muratori, scalpellini e 38 donne. Il primo tratto del percorso, fino a Case Borrione, rappresenta una celebrazione delle figure femminili locali: le Siunere che raccoglievano l’erba da sfalcio (siun) in vetta per nutrire i pochi capi di bestiame e le donne portatrici, impiegate nei cantieri per il trasporto di materiale solido con la gerla e liquido con il buz dal cheine. Quest’ultimo è un contenitore in doghe con spallacci di catene che si può ammirare raffigurato nella fontana “La Valligiana” del Parco comunale di Rosazza.
Lungo la mulattiera sono presenti pregevoli manufatti scolpiti nella pietra locale. Si tratta di altorilievi di volti femminili ed incisioni rupestri con messaggi di saluto ed augurio: la gnigna (prozia), la mare (madre), la nonna del Dasè, oltre alla storia della giovane falciatrice d’erba Agnesetta. Sono inoltre presenti ripari ricavati nella roccia e alte sedute in pietra realizzate per consentire alle donne di appoggiare la gerla durante le brevi soste. In prossimità dei rii troviamo guadi lastricati con pietre squadrate e rialzate per agevolare l’attraversamento nei momenti di piena.
Dopo Case Borrione, verso il Colle della Gragliasca, si può ammirare un pregevole altorilievo raffigurante San Giovanni Battista a cui è dedicata anche la Cappella di San Giovannino collocata poco più avanti e realizzata nel 1872 con un affresco del santo ad opera di Giuseppe Maffei.
Punto di appoggio
Altre informazioni
La Casa Museo, visitabile in estate, ha sede in una tradizionale abitazione di Rosazza in via Pietro Micca 25. In quindici stanze distribuite su quattro piani, vengono ricostruiti gli ambienti tipici della civiltà contadina che raccontano la peculiare storia dell'Alta Valle del Cervo (in dialetto Bürsch: la tana, la casa).
Nel comune di Rosazza è presente un ristoro nel Parco comunale “La Valligiana”.
Altre informazioni
Periodo consigliato: aprile - novembre
Interesse storico: Sì
Province attraversate: Biella Valsesia Vercelli
Partenza, arrivo e comuni attraversati
Biella Visualizza su mappa